28 ottobre 2018

Stoviglie biodegradabili in bioplastica vs stoviglie in plastica. Conclusioni

Concludiamo la nostra analisi sulle possibile alternative alle stoviglie in plastica parlando delle stoviglie realizzate con materie prime biodegradabili e compostabili.



Vantaggi

Le caratteristiche fisico/meccaniche possono essere più o meno paragonabili a quelle delle stoviglie in plastica a seconda delle materie prime utilizzate e degli spessori.
Le stoviglie compostabili (spessori contenuti) possono essere smaltite con la frazione umida ottenendo compost.



Svantaggi


Per avere delle caratteristiche fisico/meccaniche adeguate è necessario spesso aumentare gli spessori delle stoviglie perdendo così la caratteristica della compostabilità. Va detto che ciò non comporta la perdita della biodegradabilità o la presenza di elementi inquinanti dopo la disintegrazione dei manufatti.
Il loro costo è più elevato rispetto a quello delle stoviglie in plastica.
Lo smaltimento delle stoviglie biodegradabili avviene in impianti di compostaggio industriali, ad oggi il loro numero non è sufficiente. Ricordiamo poi che il processo funziona se la percentuale di bioplastica lavorata è limitata rispetto agli scarti vegetali, aumentando i volumi delle stoviglie il rapporto si rovescerà e il compost ottenuto sarà di qualità scadente...
Le materie prime delle bioplastiche (spesso provenienti da paesi orientali) sono poi limitate e non sono sufficienti!!!

Conclusioni

Come si evince da questa analisi non esiste una soluzione al problema del monouso in plastica che non comporti delle "complicazioni".
Questo significa che si debba lasciare tutto come è adesso? NO
Quello che vogliamo dire è che bisogna analizzare tutti gli aspetti del problema prima di proporre una soluzione che solo apparentemente sembra semplice.
A nostro avviso la prima cosa da fare sarebbe quella di ridurre il consumo di stoviglie monouso (tra l'altro costantemente in crescita sia per ragioni demografiche che per il cambiamento di stili di vita).
Per far questo si potrebbero mettere in atto azioni sui prezzi del monouso introducendo per esempio dei contributi a favore della recupero e riciclo dei rifiuti.
Un'altra cosa che si potrebbe fare sarebbe l'incentivazione nelle mense dell'utilizzo di lavatrici per le stoviglie riutilizzabili (almeno dove per volumi e tipo di utenti è possibile farlo).
Le stoviglie biodegradabili e in materiali naturali andrebbero incentivate con politiche sul prezzo soprattutto in quelle situazioni in cui non è possibile effettuare la raccolta differenziata e si proceda al conferimento in discarica.
Punto più importante secondo noi però è l'educazione civica dei cittadini. La plastica in mare non finisce da sola!!
Puntiamo sulla raccolta differenziata obbligando i produttori di stoviglie ad utilizzare un'unica materia prima in modo da facilitare le operazioni di recupero e riciclo. In questo modo otterremo delle materie prime rigenerate di qualità maggiore e più facilmente riutilizzabili!!

Concludiamo auspicando una soluzione diversa da quella dei sacchetti di plastica: la legge è stata scritta alcuni anni fa ma la sua attuazione veniva regolarmente rinviata con un decreto alla fine dell'anno. Tale situazione è durata per diverso tempo e ha messo in ginocchio un intero settore oltre ad essere una presa in giro per i cittadini che chiedevano un intervento serio sul problema.

Chiediamo perciò ai nostri governanti di non legiferare con fretta per rispondere ad un sentimento popolare ma valutati tutti i possibili aspetti stabilire una chiara strategia in modo da dare regole e tempi di attuazione certi.

Stoviglie fatte con materiali naturali biodegradabili vs stoviglie in plastica

L'analisi delle possibili alternative alle stoviglie monouso in plastica ci porta a considerare le stoviglie realizzate con materiali naturali.

Fanno parte di questa famiglia le stoviglie fatte in legno, polpa di cellulosa, canna da zucchero....provenienti in gran parte dai paesi orientali (Cina in primis)

Vantaggi

Le caratteristiche fisico/meccaniche dipendono dalla materia prima utilizzata ma possono anche essere paragonabili a quelle delle stoviglie in plastica.
Lo smaltimento non può essere fatto con la frazione umida ma è facile essendo realizzate con materie prime naturali.

Svantaggi

Costo più elevato rispetto alle stoviglie in plastica a parità di resistenza meccanica e al calore.
Considerando il volume di stoviglie monouso utilizzate quanti alberi sarebbe necessario abbattere per sostituire la plastica??

Stoviglie riutilizzabili (lavabili) vs stoviglie in plastica

Cominciamo l'analisi delle stoviglie monouso alternative a quelle in plastica trattando le classiche stoviglie in metallo, vetro o ceramica


Vantaggi

Il costo di acquisto più alto viene ammortizzato in tempi relativamente brevi visto la possibilità di riutilizzarle.
Il loro smaltimento a fine vita è meno complesso rispetto alla plastica trattandosi di materie prime generalmente già riciclabili (qualche problema per la ceramica ma modesto)
Caratteristiche fisico/meccaniche superiori o paragonabili a quelle in plastica

Svantaggi

Per poterle riutilizzare bisogna prevedere un servizio di raccolta lavaggio e riconsegna delle stoviglie che deve essere abbastanza rapido e tale da garantirne l'igiene durante lo stoccaggio e il trasporto. Questo servizio come si può facilmente immaginare è estremamente costoso!
Pensate a dover lavare qualche milione di piatti,bicchieri e posate ogni giorno...che quantità d'acqua sarebbe necessaria? e di detergenti? l'impatto sulle riserve di acqua e sull'inquinamento dovuto ai detersivi sarebbe considerevole.
Le caratteristiche fisiche e meccaniche delle stoviglie lavabili sarebbero poi un pericolo in determinati ambienti quali; scuole con alunni in tenera età, carceri e determinati reparti degli ospedali...

Decreto anti-plastica: alcune considerazioni sulle stoviglie monouso


A breve la Comissione Europea e il Governo Italiano dovrebbero esprimersi in maniera definitiva sull'abolizione di una serie di prodotti in plastica tra cui le stoviglie monouso.
Un risultato di questa entità sembrava impossibile fino a pochi anni fa anche a noi che dal lontano 2011 abbiamo cominciato a tenere questo blog cercando di diffondere le possibili alternative all'utilizzo indiscriminato della plastica.
Arrivati a questo punto, prima di sapere quale saranno le decisioni dei nostri governanti ci sembra giusto fare alcune considerazioni sull'argomento.
Ogni giornale o mezzo di informazione ha preso posizione e tutti sembrano essere diventati improvvisamente degli esperti proponendo ricette semplici e veloci.
Come già detto ci occupiamo del tema da diverso tempo e abbiamo avuto modo di leggere articoli e ricerche ma soprattutto di parlare con produttori di materie prime (plastiche e bioplastiche), con trasformatori e con grandi distributori.
Vi possiamo assicurare che il problema delle stoviglie monouso è molto complesso per cui non è certamente possibile risolverlo con ricette affrettate e semplicistiche!

Dando per scontato che in alcune situazioni (scuole, ospedali, carceri...) l'utilizzo di stoviglie monouso è diventato ormai indispensabile ci proponiamo di analizzare nei prossimi post le varie alternative alla plastica illustrandone pregi e difetti.

Le alternative sono sostanzialmente 3: stoviglie riutilizzabili, stoviglie in materie prime naturali (legno, polpa di cellulosa..) e stoviglie in bioplastica.

C'è una premessa fondamentale da fare però: l'ordine di grandezza delle stoviglie monouso utilizzate attualmente solo nel nostro paese è del miliardo di pezzi/anno!!!!

1 giugno 2016

Stoviglie usa e getta in plastica o biodegradabili?

Forchetta biodegradabile imbustata
Sono diverse le occasioni in cui non è possibile/economico prevedere stoviglie riutilizzabili in metallo e ceramica.
Pensiamo ad esempio a mense ospedaliere, scolastiche, aziendali in cui non si può prevedere un servizio di ritiro e lavaggio delle stoviglie oppure a feste e sagre molto frequenti soprattutto nel periodo estivo.
In tutti questi casi i gestori del servizio hanno una scelta chiave da fare:
privilegiare l'usa e getta tradizionale
affidarsi a stoviglie e posate biodegradabili.
Valutando il solo prezzo d'acquisto non c'è partita: la plastica è senza dubbio meno cara. 
Analizzando le cose con più attenzione, considerando cioè anche il costo "ambientale" della scelta, le cose cambiano.
La plastica è un materiale che deriva dal petrolio e ha una vita utile lunghissima. Da un certo punto di vista ciò è un bene in quanto teoricamente può essere riciclata infinite volte ma se non viene "smaltita" in maniera corretta rappresenta un grosso problema.
Abbandonata nell'ambiente o avviata alla discarica impiegherà secoli per decomporsi e alla fine di tale processo avremo sempre delle sostanze derivanti da idrocarburi (inquinanti).
Per ridurre il problema va detto che in alcune zone si è finalmente deciso di riciclare anche piatti e bicchieri con gli imballaggi plastici... aspettiamo ora il turno delle posate.
Stoviglie e posate biodegradabili hanno si un costo di acquisto maggiore ma arrivati a fine vita concorrono a produrre compost se avviati al processo di compostaggio oppure nel peggiore dei casi (discarica) in pochi mesi si decompongono rilasciando nell'ambiente sostanze naturali.
Questo discorso vale ovviamente solo per stoviglie e posate realizzate con materiale certificato biodegradabile e compostabile .
Qualche volta amministrazioni lungimiranti capiscono che è meglio spendere un po' di più adesso ma evitare di avere grandi problemi di inquinamento tra pochi anni e prevedono nelle proprie gare o appalti l'obbligo di utilizzare stoviglie bio.
La speranza è che scelte responsabili siano sempre più numerose e non solo dettate da imposizioni di legge.