1 marzo 2016

Stampo per la produzione di posate biodegradabili: come è fatto, caratteristiche e prezzo

Parte di un piccolo stampo per posate biodegradabili

Abbiamo avuto modo in passato di analizzare lo stampaggio delle materie plastiche, lavorazione che viene generalmente usata per ottenere le posate biodegradabili.
In quella occasione abbiamo sottolineato il fatto che sulle presse ad iniezione possono venire montati diversi stampi ciascuno dei quali permette di ottenere uno o più particolari.
Ci concentreremo in questa occasione sulle caratteristiche e sull'importanza di queste attrezzature.
Prima di realizzare lo stampo vero e proprio esiste una fase di progettazione nella quale si definisce la forma degli oggetti che si andranno a produrre. Vengono presi in considerazione vari aspetti legati al design, alla resistenza meccanica voluta e ad alcuni accorgimenti indispensabili connessi alla tecnologia dello stampaggio (ad esempio angoli si sformo)
Nella produzione di stoviglie biodegradabili c'è poi da considerare anche un problema legato al peso e in particolare ai limiti da rispettare sugli spessori.
Stampante 3D
Questa esigenza in realtà è più o meno sempre presente in quanto ridurre al massimo l'utilizzo di materie prime è importante sia per una questione di costi che per aspetti legati alla salvaguardia dell'ambiente.
La tecnologia delle stampanti 3D diffusasi recentemente consente di ottenere una prima campionatura anche in fase di progettazione cosa che aiuta non poco in questo primo step della realizzazione di uno stampo .
Una volta definita la forma delle stoviglie che si vogliono ottenere il passo successivo consiste nel creare fisicamente lo stampo.

Centro di lavoro CNC
Le lavorazioni avvengono con macchine utensili a controllo numerico che attraverso un software dedicato sono in grado di utilizzare il disegno 3D realizzato dall'ufficio progettazione per produrre l'attrezzatura.
Viene predisposto anche un impianto di raffreddamento dello stampo creando appositi circuiti nei quali scorre un fluido freddo (acqua o olio) in modo da disperdere il calore del materiale caldo iniettato nella forma.
Altro componente importante è il sistema di estrazione. Come dice il nome stesso si tratta di un meccanismo che consente di estrarre i prodotti finiti dallo stampo e può essere realizzato con elementi meccanici (spine di estrazione che spingono il pezzo staccandolo dalla forma) e con elementi pneumatici (soffio d'aria).
Sistemi più complessi prevedono poi dei manipolatori montati sulla pressa che prelevano i pezzi direttamente dallo stampo e li depositano su un piano di lavoro.
Per garantire una resistenza e quindi una durata adeguata all'attrezzatura gli stampi vengono generalmente realizzati in acciaio bonificato o temprato.
Come è facilmente comprensibile il costo di uno stampo anche relativamente semplice è abbastanza elevato (l'ordine di grandezza è quello delle decine di migliaia di euro...) appare chiaro perciò come la fase più importante nella realizzazione di un'attrezzatura di questo tipo sia la cosiddetta fase zero quella cioè della valutazione economica dell'investimento.
Bisogna essere in grado di definire un volume di prodotti richiesti dal mercato aderente alla realtà in modo da decidere se sia il caso di procedere con le fasi successive o meno: uno stampo perfetto che permette di realizzare oggetti bellissimi ma che restano invenduti non serve a nulla se non a sprecare risorse economiche.





Si ringrazia per le informazioni e per l'immagine dello stampo l'ufficio tecnico della ditta Sani-Plast  


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